Montecalvo Irpino    dicembre 2001

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Emmanuel Mission - L'intervista
In dialogo con le suore della Sacra Famiglia

di - Serena Corvino

Durante l’Emmanuel Mission ho avuto modo di incontrare una delle suore impegnate nella Missione che gentilmente si è prestata a rispondere a qualche domanda . Si tratta di suor Marina che voglio ringraziare fin d’ora per la disponibilità. Ma ascoltiamo le sue dichiarazioni :
Il vostro ordine è stato fondato dal beato don Pietro Bonilli. Ma chi è il beato Pietro Bonilli?
Don Pietro è un uomo enormemente religioso, in lui regna il fascino della Sacra Famiglia
Ricorda un pensiero del beato che l’ha colpita particolarmente?
Certamente. Don Pietro in una occasione ebbe modo di dire :
Il modello Gesù, Giuseppe e Maria è da adottare uniformemente per il cammino di santità”.
Nell’ambito della famiglia celeste, lei a chi si affida?
Mi affido certamente a don Pietro, ma non solo ovviamente. Per me è molto importante la Trinità del Padre, Figlio e Spirito Santo.
Protetta e illuminata dal Bonilli, qual è il suo compito e quelle delle sue consorelle oggi?
Il rispetto di un parametro chiaro ma fondamentale : dare, fare e costruire la famiglia ovunque.

Potrebbe spiegarsi meglio?
Spesso si ha paura di mettere al mondo i figli, non si sa come occuparsene, a volte alcuni sono purtroppo emarginati per molte ragioni e non possono godere dell’affetto che solo una famiglia può elargire. Ed è proprio qui che noi dobbiamo collocarci e dare il nostro contributo nello scioglimento delle ansie e dei dubbi che portano le persone a privarsi del valore della famiglia.
C’è un evento vissuto o semplicemente appreso nella sua vita che le ha  dato una vera lezione di vita?
Sì, non l’ho vissuto io, ma il beato Pietro Bonilli. Era il settembre del 1800 quando il Bonilli si occupò di un bambino, il quale,  malgrado fosse stato colpito da una malattia altamente infettiva, si vide ospitare dal Bonilli stesso e quindi ottenne così una famiglia in cui poter stare con dignità. Ecco, questo episodio mi è rimasto sempre impresso e mi ha insegnato tante cose.
Va detto che nella società in cui viviamo questo splendido comportamento non è da tutti!
Lo so bene, sono presenti molti, come dire, antivalori. Ed è proprio per questo i veri credenti di Cristo devono riscoprire un’arma potentissima,
"l’amore", la sola capace di farci superare le paure, i dubbi che ci attanagliano tutti i giorni e ci impediscono di vivere la nostra fede all’insegna dell’autenticità.
Qual è il simbolo della Sacra Famiglia?
E’ un medaglione ( che portiamo sempre al collo ) con due facciate. Sulla prima è visibile la Sacra Famiglia, sulla seconda sono rappresentate delle anime del Purgatorio che aspettano di scontare i propri peccati accompagnati dal proprio angelo raffigurato al di sopra di loro.
Come si sente ogni volta che presta aiuto ai bisognosi?
Cristianamente mi sento arricchita nella fede e mi sento più vicina a Dio. Umanamente mi sento sicuramente più utile e felice a tal punto che penso più serenamente anche alla morte.

Bene, non mi resta che ringraziare suor Marina per la disponibilità mostrata in questa illuminante intervista. A lei e a tutte le suore auguriamo di continuare ad essere sempre autentiche e convinte testimoni della famiglia di Nazaret.

E’ giusto concludere questo spazio con una profonda espressione di fede del Bonilli condensata in questa sua bella espressione : “la vita non è bella se non è spesa nella carità. Tutto passa, tutto è fugace quaggiù. Passa il tempo e passano le cose, una cosa sola rimane : la Carità”.

 

 

 
   
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