Comparto Pappano a Montecalvo. Fine dell’odissea dopo venti anni

dal sito del corriere dell'irpinia:www.corriereirpinia.it

Montecalvo – Si sono conclusi ieri mattina i lavori della commissione per l’aggiudicazione dei lavori per il comparto Nicola Pappano. I risultati sono ancora ufficiosi ma sembra che ad aggiudicarsi l’appalto sia stata l’azienda Costruzioni Raffaele Capezzuto di Pastorano in provincia di Caserta. Il due settembre, data di scadenza per le presentazioni delle domande, erano giunte al comune di Montecalvo le buste di 32 ditte. La commissione nelle prime tre sedute ha valutato i requisiti e la documentazione allegata alle domande. Delle 32 domande, 26 sono state ritenute valide le altre sono state escluse per irregolarità della documentazione, molte avevano i certificati scaduti. Ieri mattina c’è stata l’apertura delle buste delle offerte. In un primo momento sembrava che le buste non sarebbero state aperte perché c’era il dubbio per tre ditte che sembravano non in regola con i certificati dei tribunali. Addirittura i lavori erano stati interrotti, avendo deciso la commissione di chiedere chiarimenti ai tribunali competenti. Interpellati i tribunali le tre ditte sono state ammesse e così si è proceduto all’apertura delle buste. La ditta Capezzuti si sarebbe aggiudicata la gara con un ribasso d’asta pari al 22.084%. Tra qualche giorno, giusto il tempo di formalizzare il contratto, dovrebbero essere consegnati i lavori. Sembra così concludersi l’odissea di 80 proprietari che, a 40 anni dal terremoto che ha danneggiato le loro abitazioni, incominciano a credere che il sogno di riavere le case diventi realtà. Infatti tra i proprietari c’è stata soddisfazione. Soddisfazione la dimostra anche il segretario dei DS Giuseppe Ruccio: “Siamo soddisfatti. Quella del Comparto Nicola Pappano è stata una nostra battaglia. L’amministrazione durante un consiglio comunale, in quell’aria, aveva proposto di costruire una piazza. Noi ci siamo ribellati, tant’è che in quella occasione siamo usciti dalla maggioranza, ed ottenemmo il rinvio del punto all’ordine del giorno. Nella successiva seduta la ricostruzione fu votata all’unanimità. Se noi non ci fossimo ribellati la cosa sarebbe passata ed i proprietari non avrebbero riavuto le loro case e quell’area sarebbe divenuta una piazza”. 

 

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